Rally della Marca, si riprenota Signor

Quest’anno niente Ciwrc per il driver trevigiano conteso tra lavoro e famiglia

Ma la gara di casa rimane un appuntamento irrinunciabile nella sua agenda

Non ci sono solo quelli del Motor Group con il calendario in mano a sfogliare i giorni che mancano al Rally della Marca (22/23 giugno), terza prova del Campionato Italiano Wrc 2018. Marco Signor, sebbene abbia deciso di tenersi fuori dalla disfida tricolore, ha messo in agenda l’appuntamento di Valdobbiadene come irrinunciabile. Abituati ad averlo in mezzo “alle ruote”, siamo andati a chiedergli conto e ragione di un’assenza che fa rumore senza rombo.
Marco, come mai quest’anno sei rimasto al palo?
“Niente palo, una decisione consapevole. Sono giustamente pressato da impegni lavorativi e famigliari. Ho una bambina piccola, ci voglio passare assieme più tempo possibile. Fare un campionato vuol dire tanti giorni via da casa e dal lavoro, al momento non se ne parla”.

Hai conquistato lo scudetto Wrc nel 2016. Cosa pensi ti sia mancato nel 2017 per stare attaccato ad Albertini e lottare veramente per il bis?

“Rimango convinto di quanto sostenevo già l’anno scorso. Due galli non possono stare nello stesso pollaio. Io e Stefano eravamo entrambi clienti Tam-Auto su Ford Fiesta, per me non era un problema, ma però si deve poter ottenere un trattamento comunque personalizzato”.
Così hai deciso di cambiare in corsa?
“Volevo una macchina adatta alle mie caratteristiche, questo è mancato e Stefano ha preso il largo nelle prime due gare, Elba e 1000 Miglia. Poi ho cambiato struttura, ma c’è voluto tempo con la nuova Fiesta per cucirmela addosso e solo nel finale di campionato mi sono sentito davvero a posto”.

Hai seguito l’apertura stagionale al 1000 Miglia e la vittoria del tuo rivale?

“Per la verità ho seguito poco, ma mi sembra che gli avversari di Stefano si siano avvicinati tanto. Lui va forte, ma è un confronto più aperto dello scorso anno dato che ha vinto la gara di casa senza dominare”.

Ti ha sorpreso Fontana, staccato al traguardo di soli 14 secondi?

“E’ un pilota di valore, aiutato da un mezzo superiore a tutti gli altri (Hyndai i20 Wrc, ndr)”.

Ad aprile ti sei preso un facile successo al Dolomiti con una Skoda R5 Hk Racing.
“Io e Patrick Bernardi abbiamo fatto una specie di allenamento, non avevo mai guidato prima una R5. Lui ci teneva in particolare perché la gara era su Belluno, in pratica a casa sua. Tutto si è risolto in un sabato e domenica senza problemi.

Quali sono state le sensazioni al volante?

“Pronti, via. Ho messo due marce e chiesto a Patrick se gli sembrava che la macchina non andasse bene. In realtà, quando ti sei abituato alla spinta di una Wrc fai fatica ad adattarti a un mezzo meno performante. Comunque ci siamo divertiti”.

Veniamo al dunque. Ci sarai al Rally della Marca?

“Mai pensato di mancare. Ho in programma Marca (nell’immagine Photo4 il trionfo 2016) e San Martino con la Fiesta Hk Racing, voglio prepararmi bene. Saranno importanti due giorni di test per ritrovare feeling e verificare gli assetti”.

Tomba, Cesen, Ca’ Mostaccin, dove si vince e si perde il rally trevigiano?

“Sono tutte e tre prove insidiose, ma io ho una questione personale con il Cesen, proprio non riesco a farmelo andar giù. Prendo sempre qualche secondo, anche l’anno scorso ho perso lì la gara. E dato che è la speciale più lunga, diventa anche quella in cui possono succedere più cose e determinare il risultato”.

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